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martedì 1 maggio 2018

Avvolte in coppia altre no

Nuove immagini dei "nostri lupi" che pattugliano con regolarità il territorio aspettando di scoprire se ci sarà una nuova cucciolata quest'anno.



domenica 29 aprile 2018

Martora

Una bella fotografia di Martora, mammifero elusivo difficile da vedere soprattutto di giorno.


venerdì 20 aprile 2018

Primo gatto dell'anno

Con grande piacere aspettavamo dall'estate scorsa una sua ricomparsa e finalmente è stato ripreso un esemplare di felis silvestris, Cogliamo l'occasione per ricordare il Professorer Bernardino Ragni che dai nostri esordi ci ha sempre seguito e aiutato nell'identificazione dei gatti selvatici.
Il testimone è passato al Dott. Edoardo Velli, che ringraziamo.



Tasso primaverile

I tassi mammiferi dalle abitudini prettamente notturne, sono talmente rari da riprendere in pieno giorno  tanto che questa è la prima ripresa diurna in assoluto nel nostro repertorio.




mercoledì 11 aprile 2018



A fronte di pubblicazioni di articoli di cronaca sulla stampa locale, che riguardano episodi di presunta predazione da parte di esemplari di lupo, affermando anche proposizioni spesso prive di evidenze scientifiche, corre l’obbligo pubblicare anche una serie di dati e informazioni, queste sì, basate su ricerche ed evidenze scientifiche. Nella convinzione che una informazione corretta possa essere solo di aiuto ad una discussione serena e basata sui fatti e non “sul sentito dire” vi inviamo quanto di seguito redatto da valenti esperti del settore.

Gruppo Alta Maremma Camera Trapping



UOMINI E LUPI – CACCIATORI ANTICHI

Quanto sotto esplicato è emerso dai relatori intervenuti al Convegno Nazionale che si è svolto a Barberino di Mugello il 13/5/2017 organizzato in sinergia dall’Associazione Canis Lupus Italia e dalla Associazione RIVA (Rinascita Venatoria Ambientale).
Quello che preme far conoscere, sono alcuni numeri ed alcuni concetti fondamentali che dovrebbero entrare a far parte del sapere comune anche per sfatare credenze e dicerie totalmente false.
Va da sé che si debba trovare una linea di equilibrio nella convivenza fra il predatore, gli allevatori e il resto della comunità ivi compresi i cacciatori. Pertanto ci accingiamo ad elencare una serie di informazioni rilevate da ricerche scientifiche incontrovertibili.

1 – La consistenza numerica della specie Canis Lupus Italicus sul territorio nazionale è stimata in circa 1800/1850 esemplari distribuiti  su tutto l’arco appenninico dal Sud Italia fino al ricongiungimento delle Alpi e sulle Alpi stesse soprattutto Orientali. Il conteggio è stato fatto analizzando il DNA di tutte le tracce rinvenute, le fatte, le carcasse di lupi morti, monitoraggi con collare, osservazioni dirette sul campo, per questo il margine di errore è risibile. Nella sola Toscana sono presenti circa 109 gruppi stabili (1 gruppo consta di circa 4/5 soggetti, totale circa 550 esemplari distribuiti su tutto il territorio regionale).

2 – Lo studio del DNA ha peraltro permesso di individuare fenomeni di ibridazione in modo localizzato.  Lo studio del DNA ha peraltro permesso di escludere fenomeni di ibridazione con i cani in molte zone d’Italia, ad esempio al sud e sulle Alpi, dove il DNA canino è oggi praticamente assente. Diversa la situazione in Italia centrosettentrionale dove gli ibridi sono documentati (in Toscana circa il 25-30% dei nuclei monitorati).
Allo stato delle conoscenze attuali gli ibridi selvatici si comportano esattamente come i lupi e non si dimostrano più confidenti o più inclini a predare animali domestici. La normativa attualmente in essere non permette interventi letali su questi animali.
Questo sfata completamente una delle dicerie sulla presenza di ibridi le cui predazioni sarebbero molto più deleterie sia per gli allevamenti che per l’uomo. Altro fatto fatto invece la numerosa presenza soprattutto al Sud di cani randagi.

3 – Il Lupo, al contrario del comune sentire, è un animale che si adatta bene a molte situazioni ambientali e molto elusivo. Se pensavamo ad un animale che vive solo sulle montagne lontano dai centri abitati ci sbagliavamo. Si è spinto fino alla Pianura Padana lungo le rive del Po’, dove è stato osservato e studiato addirittura in campi di mais.
I Lupi non sono stati reintrodotti, ci sono sempre stati, ma questa sua espansione è dovuta principalmente alla totale protezione di cui gode e alla grande ricchezza di fauna selvatica delle nostre montagne. Non esiste paese europeo che possa vantare una così grande densità di ungulati selvatici (cinghiali, caprioli, daini, cervi e mufloni) come in Appennino e sulle Alpi. Se si aggiunge la presenza di innumerevoli allevamenti soprattutto di ovini, si capisce che le risorse alimentari per il Lupo sono pressoché inesauribili. Il Lupo si riproduce solo ed esclusivamente se le risorse alimentari sono sufficienti.

4 – Da uno studio effettuato in Maremma (Provincia di Grosseto) analizzando il contenuto delle feci e di stomaci di lupi trovati morti si è redatta una classifica delle abitudini alimentari del Lupo.
I gruppi di lupi in salute ed in equilibrio predano:

Cinghiale 44,44%
Capriolo 21,37 %
Daino 13,68%
Lepre 10,26%
Istrice 5,98%
Tasso 3,42%
Animali dom.  0,85%

Ovviamente queste percentuali possono variare secondo le zone ma il concetto fondamentale è che i lupi in branco cacciano precipuamente fauna selvatica. Gruppi destrutturati, cioè privati del maschio o della femmina Alpha, tendono a rivolgersi alla fauna domestica, molto più semplice da catturare.
Questo significa che, per esempio, procedere all’abbattimento del 5% dei lupi presenti sul Territorio Nazionale come era previsto da Piano Lupo del Ministero dell’Ambiente, su pressante richiesta degli allevatori, destrutturando gruppi familiari, potrebbe solo peggiorare la situazione per ovvie ragioni. Inoltre il 5% è una cifra insignificante che non cambierebbe di una virgola l’esito delle predazioni aumentando quelle a discapito della fauna domestica di allevamento.
Avrebbe poi un costo esorbitante per il dispiego di personale qualificato ed il tempo impiegato.

5 – C’è comunque una percentuale piuttosto elevata di mortalità della specie, dovuta principalmente al conflitto fra cacciatori e specie (avvelenamenti), al bracconaggio, agli investimenti stradali ed infine ad opera degli stessi allevatori.

6 – Non sono stati documentati attacchi di lupo su esseri umani. L’ultimo attacco documentato risale alla fine del 1800.

7 – Occorre  trovare un punto di equilibrio fra la presenza ormai costante del predatore ed il mondo degli allevatori, dei cacciatori ed infine della società civile. L’area di conflitto problematica risulta essere quella con gli allevatori che lamentano, non sempre a ragione, la distruzione delle greggi o di singoli capi di bestiame.
Nel sud del Paese molto spesso i danni sulle greggi vengono procurati da branchi di cani randagi dando poi la colpa al lupo.

7bis – I cacciatori non devono vedere il Lupo come sanguinario antagonista ma come un “collega” che caccia sempre nei limiti delle proprie necessità alimentari e nelle regole dettate dalla natura.

8 – Conclusioni: sia la presenza di fauna selvatica ungulata che quella del lupo, sono  una ricchezza per l’intero territorio nazionale, ed è necessario rivolgere, da parte dello Stato e delle Regioni una cospicua dose di risorse economiche impiegandole per esercitare la prevenzione. Questo significa, ove possibile, aiutare gli allevatori con recinzioni e cani da guardia selezionati e specializzati e con cospicui indennizzi ove i danni dovessero oltrepassare i limiti di tollerabilità.

Da parte degli allevatori sarebbe richiesta onestà, dato che a fronte di aziende soprattutto piccole che hanno avuto danni importanti, ve ne sono altre, soprattutto di medie e grandi dimensioni che si lamentano a prescindere, riguardo agli attacchi di lupo.
Da parte dei cacciatori sarebbe richiesto un salto di qualità per uscire dall’“ignoranza” che spesso li induce a comportamenti scorretti e deleteri. Ciò non significa che questi danari vadano sprecati, perché il mantenimento di questo Status è già tuttora un volano di lavoro ed economia indotta (vedi caccia agli ungulati) , anche turistica.
In questo sono illuminanti le esperienze pratiche, provate sul campo, nella Montagna Aretina, sotto la guida ed il controllo del Dott. Mattioli, come pure le esperienze che si stanno facendo nella regione Emilia Romagna dove è impegnato il Dott. Duccio Berzi.
La Regione Toscana ha invece praticamente cancellato dal proprio bilancio le somme minime necessarie da spendere in prevenzione, lasciando così di fatto soli al proprio destino sia gli allevatori che il Lupo.

Dott. DAVIDE PALUMBO – Biosfera – Biologo esperto in osservazioni Ambientali.
Prof. FRANCO PERCO – Direttore del Parco Nazionale Monti Sibillini .
Dott. CANIGLIA – Ricercatori I.S.P.R.A. Ministero Ambiente
Dott. GALAVERNI
Dott.sa FABBRI
Dott. LUCA MATTIOLI – Dirigente Prov. Arezzo serv. Tutela Fauna – Caccia e Pesca. –
Dr. DUCCIO BERZI  –  Ricercatore – Ass. Canis Lupus Italia
Prof. SILVANO TOSO – Già Direttore INFS (Istituto Nazionale Fauna Selvatica) oggi I.S.P.R.A (Istituto Ministero Ambiente per la protezione e la Ricerca sulla Fauna Selvatica)

lunedì 5 febbraio 2018

domenica 28 gennaio 2018

Lupi...sospettosi

La nostra coppia è insolitamente sospettosa della fototrappola. Dopo alcuni video dove si evidenzia un atteggiamento di paura verso la FT abbiamo deciso di spostarla di pochi metri cambiandone anche l'inquadratura, vedremo cosa succederà.